Il Nostro Cappello

Il cappello alpino, l’emblema di una tradizione che affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento, trae la sua origine dalla circolare n. 69 – Divisa e Vestiario (nota n. 77) del 24 marzo 1873. Il primo copricapo assegnato alle compagnie alpine, costituite nel 1872, fu denominato “Cappello mod. 1873” ed era destinato a sottufficiali, graduati e soldati.
Realizzato in feltro nero, aveva forma tronco-conica sormontata da una calotta sferica, con un’ala leggermente incurvata sul davanti e sul retro e rialzata ai lati. Sul lato sinistro, accanto ad una coccarda in lana, era posta la caratteristica penna di corvo, alta 140 millimetri e larga tra i 30 e i 35 millimetri.
Per gli ufficiali il cappello era identico a quello della truppa, salvo alcune differenze: la coccarda era in seta, la stella frontale argentata, la penna d’aquila sostituiva quella di corvo e i gradi, anch’essi in argento, non erano sormontati dalla trecciola rossa. Il costo del cappello, all’epoca, era fissato in 6,65 Lire.
Il cappello alpino, in una forma più vicina a quella attuale e nel caratteristico colore grigio-verde, venne introdotto con la circolare n. 196 del 20 maggio 1910, diventando nel tempo il simbolo iconico delle truppe da montagna italiane.
Il nostro Cappello non è soltanto un elemento dell’uniforme: è un segno di orgoglio, di identità e di appartenenza al nostro glorioso Corpo.